Progetto “Agua Futura” nella comunità di San Marcos in El Salvador

Il progetto di AICS con ACRA nel video racconto dei protagonisti

“L’acqua è un bene vitale, una forza motrice in tutto il mondo e non potremmo vivere senza; se esistesse un elemento magico, lo identificherei con l’acqua”,

sono le parole di Alisson, studentessa della scuola "Profesor Justo Gonzalez" di San Marcos, comune del dipartimento di San Salvador. Alisson aggiunge:

“durante la formazione con ACRA ho imparato a prendermi cura del nostro territorio, a gettare correttamente la spazzatura, perché sappiamo che tutto ciò che buttiamo nei bacini confluirà nei mari e colpirà flora e fauna”.

“L'igiene è uguale alla salute: se abbiamo una buona igiene, abbiamo una buona salute”,

racconta Jaime, altro studente della scuola Gonzalez di San Marcos, evidenziando l’importanza del bene per mantenere una buona igiene e ridurre la probabilità di contrarre malattie legate all’uso di acqua contaminata. Le risorse idriche, la loro disponibilità, qualità e distribuzione sono aspetti determinanti per la salute, per l’eliminazione della povertà e il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile.

Iniziato nel 2018 il progetto “Agua Futura”, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha l'obiettivo di rispondere alle problematiche legate all’uso e gestione della risorsa acqua, in linea con gli Obiettivi 4 e 6 dell'Agenda 2030. Si basa su di un approccio multidisciplinare che coinvolge tre paesi (Italia, Guatemala, El Salvador) ed attori di differente natura (Mondo accademico – Università; ONG; Società Civile; Attori Pubblici - Ministeri).

 ACRA ha operato nel comune di San Marcos - situato nella parte alta del bacino del fiume Matalapa e del micro bacino del fiume Acelhuate, uno dei fiumi più inquinati del paese – portando a termine un intervento di accesso all'acqua potabile e pulita e servizi igienici di base e di promozione della gestione sostenibile e comunitaria delle risorse idriche, in linea con l’approccio wash (Water, Sanitation and Hygiene). Inoltre, ACRA ha lavorato in sinergia con i Ministero della Salute e dell’Istruzione di San Marcos, per promuovere interventi di formazione e sensibilizzazione sull’uso corretto dell’acqua e sulla prevenzione della contaminazione. Sono stati realizzati diversi cicli di formazioni comunitarie per oltre 400 persone e coinvolti più di 100 studenti di 3 scuole, che hanno anche beneficiato di interventi infrastrutturali migliorativi degli impianti di acqua potabile e dei servizi igienici.

 

El Salvador è un paese con una riserva d’acqua dolce che sta diminuendo in quantità e qualità a causa dello sfruttamento eccessivo, dell’inquinamento e del cambiamento climatico. Inoltre, il tasso di povertà è elevato, soprattutto nelle zone rurali (19,6% della popolazione nelle zone rurali sotto la soglia di povertà assoluta – EHPM 2019), e l’accesso da parte della popolazione ai servizi igienico-sanitari è spesso limitato (89,2% della popolazione delle aree urbane e 67,3% della popolazione nelle aree rurali dispone di una rete idrica, ma con servizio intermittente – mancanza di disponibilità d’acqua anche per periodi più lunghi di un mese; solamente il 36% della popolazione a livello nazionale dispone di una rete fognaria – 56% area urbana e 1,1% area rurale - EHPM 2019).

🎥 Video dei rapper salvadoregni per sensibilizzare i giovani sulla migrazione irregolare

Il video “Yo me quedo aquí” (Io rimango qui) è una collaborazione fra AICS San Salvador e il duo di rapper salvadoregni “Shaka y Dres”, formato dai fratelli Álvaro e Antonio Morales. Il testo e il video sono stati creati grazie alla partecipazione attiva dei giovani di San Francisco Echeverría, comunità rurale che si trova nella regione di Cabañas, nord est del Paese, di circa 1.200 abitanti, particolarmente colpita dalla guerra civile fra il 1980 e il 1992.

Shaka e Dres utilizzano la musica come strumento per trasmettere messaggi positivi ai giovani e con questa canzone l’obiettivo è quello di sensibilizzare sui rischi e gli ostacoli del percorso migratorio irregolare. Il video è stato realizzato nell’ambito dell’iniziativa promossa da AICS “Strategia governativa per la prevenzione della migrazione irregolare mediante la creazione di opportunità di sviluppo territoriale e delle persone”.

Con questa iniziativa, cerchiamo di generare opportunità d’inclusione socioeconomica attraverso un approccio territoriale, con azioni di protezione della natura e tutela ambientale attivando la partecipazione di tutte le persone a rischio di migrazione irregolare e conivolgendo anche la popolazione legata alla migrazione di ritorno.

Alcuni dati sulla migrazione in San Salvador
Ogni anno ci sono sempre più persone che decidono di intraprendere il cammino della migrazione a causa della violenza diffusa, fattori economici, disastri naturali e degrado ambientale. Si stima che circa un terzo della popolazione salvadoregna, quasi 3 milioni di persone, viva fuori dal paese.
Ogni anno, 145.000 salvadoregni emigrano, l'età media di 30 anni e prevalentement donne. Si tratta di 500-600 persone al giorno che decidono di intraprendere questo arduo cammino. Secondo le statistiche i salvadoregni rimpatriati sono all’incirca 26.000 all’anno, delle quali poco più di 2000 sono minori di 18 anni

“ELLAS”: Il podcast che amplifica la voce delle donne

“Ellas, donne con potere in territori dinamici” è un podcast che cerca di rendere visibili le sfide delle donne rurali nei diversi territori dell’America Latina. Attraverso questa serie di dieci episodi, si presentano conversazioni con donne che rappresentano una pluralità di voci e realtà da tutta la regione – leader, accademici, rappresentanti della società civile, decisori – che portano le loro esperienze, traiettorie e punti di vista critici sulle sfide e le opportunità per le donne rurali nella loro ricerca della parità di genere.

 

 

In America Latina 58 milioni di donne lavorano nel settore rurale. Le grandi disparità di genere che contraddistinguono l’America Latina si riflettono anche nel settore rurale. Infatti essere una “mujer rural” in questa porzione di mondo significa avere meno opportunità sotto vari punti di vista: dall’accesso alla terra alle risorse, siano esse economiche o attrezzature agricole. Questa disparità non solo rappresenta un impedimento culturale bensì anche economico e finanziario. In altre parole la parità di opportunità non rappresenta “soltanto” una sacrosanta giustizia sociale, bensì la conditio sine qua non per il raggiungimento di risultati inerenti allo sviluppo territoriale.

La sede di San Salvador dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo lavora da molti anni per contribuire ad eradicare questa tendenza. Attraverso il programma “Mujeres, Economia Local y Territorios” (MELYT), gestito da UN Women e finanziato da AICS, dal 2018 si lavora per la creazione di nuove e migliori opportunità di lavoro e di reddito per donne imprenditrici e per le donne del settore rurale e indigene, al fine di rilanciare l’economia locale dei territori, in un’azione congiunta e coordinata con istituzioni governative, settore finanziario e attori locali.

All’interno del progetto MELYT si è deciso di creare un podcast che amplificasse la voce delle donne del settore rurale, che aprisse un dibattito circa le sfide che le donne si trovano ad affrontare. La tecnologia veicola l’informazione, la diffonde in maniera capillare sensibilizzando l’opinione pubblica e influenzando gli atteggiamenti delle persone con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle donne che lavorane nel settore agricolo perché abbiano potere decisionale e perché siano ascoltate.

Le sfide affrontate dalle donne rurali e indigene sulla strada dell’autonomia e dell’empowerment economico in America Latina sono il cuore pulsante dell’iniziativa, alla quale hanno preso parte UN Women, il Centro Latinoamericano per lo Sviluppo Rurale (RIMISP) e Antifaz.

Il podcast intitolato “Ellas, donne con potere in territori dinamici” ha dieci episodi in cui donne leader, accademiche, rappresentanti della società civile e decisori di El Salvador, Guatemala e Honduras raccontano le loro esperienze, traiettorie e punti di vista critici sulle sfide e opportunità per le donne rurali nella loro ricerca della parità di genere.  Il podcast nasce con la volontà di diffondere le voci delle donne rurali in America Latina per comprendere meglio le loro esperienze, i loro diritti e le sfide che devono affrontare per realizzarli.

María Noel Vaeza, direttrice regionale di UN Women per le Americhe e i Caraibi, ha sottolineato che questa innovativa serie di podcast ribadisce l’impegno dell’organizzazione ad articolare spazi e dialoghi tra attori chiave per far avanzare l’agenda regionale di genere e dimostrare l’impatto che si può ottenere con la cooperazione internazionale.

Da parte sua, Rita Cassisi, coordinatrice del programma MELYT, ha sottolineato che questo podcast cerca di evidenziare come l’accesso alle risorse e ai servizi finanziari contribuisce a ridurre le lacune accentuate in modo differenziato per le donne a causa della crisi COVID-19, sulla strada della parità di genere.

Celeste Molina, direttrice di Rimisp per l’America Centrale e presentatrice della serie, ha sottolineato che il podcast è stato uno sforzo per riunire una diversità di voci di donne da tutta la regione, evidenziando la ricchezza di strategie per raggiungere la parità di genere nella sfera della politica pubblica, dell’azione della società civile e delle donne nei territori della regione.

Ilaria Picilli, responsabile del programma MELYT per AICS, ha commentato che “attraverso questa iniziativa è possibile raggiungere donne di diversi territori. Quello che ci si aspetta è di contribuire a dare voce alle donne rurali, in modo che possano essere ascoltate e possano partecipare attivamente ai cambiamenti a favore della loro famiglia, della loro comunità e anche dar loro una voce per una più ampia partecipazione politica”.

 

 

 

La Cooperazione Italiana e il World Food Programme forniscono assistenza alimentare a 6.250 persone colpite dalla tempesta tropicale Amanda

L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e il World Food Programme (WFP) stanno fornendo assistenza alimentare a 6.250 persone colpite dalle devastazioni della tempesta tropicale Amanda e dal COVID-19.

Dal 29 luglio, 6.250 persone ricevono trasferimenti in contanti che aiutano a garantire il fabbisogno alimentare per tre mesi. I trasferimenti di contante del WFP sono effettuati in due tranche, attraverso la rete di società finanziarie private con copertura nazionale, al fine di ridurre la mobilità e, di conseguenza, la possibilità di contagio del COVID-19.

Il Governo italiano, attraverso l’AICS, ha contribuito – con un totale di 500.000 euro – a fornire alle famiglie dei dipartimenti di La Paz e Usulután denaro per l’acquisto di alimenti nutrienti e di prima necessità nei negozi e nei mercati delle loro comunità, sostenendo così l’economia locale e i piccoli produttori agricoli. L’identificazione dei beneficiari e il coordinamento nelle comunità sono stati effettuati nell’ambito del partenariato del WFP con Ayuda en Acción e Save the Children.

La devastazione causata dalla tempesta tropicale Amanda, aggiunta all’impatto socio-economico della pandemia di COVID-19, ha aumentato il numero di persone vulnerabili in El Salvador. Le stime della valutazione nazionale del WFP a maggio indicano che 162.000 famiglie soffrono di insicurezza alimentare, sia nelle aree rurali che in quelle urbane, e hanno difficoltà a fare fronte alle esigenze alimentari del loro nucleo familiare.

“Questo intervento servirà a mitigare gli enormi problemi che molte famiglie salvadoregne stanno affrontando a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19 e delle tempeste tropicali nel paese. Una consegna di contanti permetterà alle persone di identificare personalmente le proprie esigenze di base, sia alimentari che igienico-sanitarie, e di soddisfarle autonomamente”, ha detto Riccardo Morpurgo, Direttore dell’AICS San Salvador.

“Il contributo del Governo italiano arriva in un momento chiave per continuare a fornire assistenza alle famiglie più vulnerabili che, per i danni causati dalla tempesta tropicale Amanda e per le conseguenze della pandemia di COVID-19, hanno difficoltà ad avere cibo sufficiente sulla tavola “, ha detto Andrew Stanhope, Rappresentante del WFP nel paese centroamericano.

“L’Italia, pur essendo uno dei Paesi più colpiti dal virus, è stata uno dei principali attori dello sforzo della comunità internazionale per affrontare l’epidemia di COVID-19 , secondo il principio che: nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro”, ha detto Umberto Malnati, Ambasciatore italiano in El Salvador.